Bracciale in sagola con smalto a fuoco

Bracciale in sagola con smalto a fuoco

Bracciale in sagola con smalto a fuoco | Gioielleria Caruso Napoli

Bracciale in sagola con smalto a fuoco

210,00

Disponibile

210,00

Metallo:

Natura: Argento 925/°°

Rodiatura: bianco

Lavorazione: smalto a fuoco raffigurante Rosa dei Venti – (punti cardinali e i venti del Mediterraneo).

Colore: Bianco/Rosso/Blu

Peso: 0,30 g.

Misura: disponibile su Ordinazione tutte le misure.

 

Il prodotto verrà consegnato nell’astuccio Scarabeo Milano con Certificato di Garanzia

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Descrizione

Oro e colore, un perfetto connubio che da sempre ispira le nostre creazioni e rende ogni nostro oggetto un prodotto unico e nello stesso tempo realizzato nel rispetto delle più antiche tradizioni orafe. La continuità nel tempo del nostro lavoro è garantita dell’elevata originalità dei nostri prodotti realizzati nel rispetto del più rigoroso “Made in Italy”.

In un’epoca che vede ormai affermarsi la tendenza a spostare la produzione industriale laddove i costi sono inferiori, la Scarabeo Srl ha puntato sulla manualità del prodotto, accentuandone le caratteristiche di unicità e di originalità.

Ciò ci permette di realizzare oggetti destinati a chi cerca qualcosa di esclusivo e diverso, in cui l’abilità realizzativa è elemento fondamentale e valore aggiunto del prodotto stesso.

 

I certificati di garanzia

La produzione orafa italiana è famosa in tutto il mondo per la sua qualità. Con questo termine possiamo certamente definire il design e l’abilità artigiana che concorrono alla realizzazione del gioiello, ma non dobbiamo dimenticare anche a garanzia del metallo.

Si deve porre attenzione dunque, a due semplici marchi che, per legge, devono essere presenti su ogni oggetto. Uno è il “marchio d’identificazione” che ci dice chi è il fabbricante: si tratta di un poligono al cui interno troviamo una stella a cinque punte con numero ed una sigla di provincia ( ad esempio è ” 1748 MI). L’altro è il “Titolo” dell’oro che ci dice di che metallo si tratta e in che proporzione è contenuto (i cosiddetti millesimi). Il titolo è la quantità d’oro presente nella lega (unione con altri metalli) di cui e’ composto il gioiello in millesimi per grammo. Il carato è un’unità di misura che corrisponde a 41.6 millesimi di grammo di oro nella lega. Ad esempio l’oro italiano che è praticamente sempre a 18 carati equivale alla presenza di 750 parti di oro contro 250 parti di altro metallo nelle 1000 parti della lega di cui è fatto il monile: perlappunto a 18 carati.

 

Lo scudo dello stemma della Marina Militare italiana raggruppa i simboli delle quattro repubbliche marinare più note: dall’alto a sinistra, in senso orario, gli emblemi di Venezia, Genova, Pisa e Amalfi.

 

 

Localizzazione e antichi stemmi delle repubbliche marinare.

 

La definizione è in genere riferita in particolare alle quattro città italiane i cui stemmi sono riportati dal 1947 nelle bandiere della Marina Militare e della Marina Mercantile: Amalfi, Genova, Pisa e Venezia. Oltre alle quattro più note, tra le repubbliche marinare si annoverano però anche Ancona, Gaeta, Noli e la repubblica dalmata di Ragusa; in certi momenti storici esse ebbero un’importanza non secondaria rispetto ad alcune di quelle più conosciute.La definizione di repubbliche marinare, nata nell’Ottocento, si riferisce ad alcune città portuali italiane che a partire dal Medioevo godettero, grazie alle proprie attività marittime, di autonomia politica e di prosperità economica.

 

L’arte dello smalto

L’arte dello smalto è antichissima e nasce probabilmente nell’antico Egitto, 2000 anni a.C. con lo scopo di abbellire con il colore i monili di oreficeria.

All’origine si trattò di incastonare piccole scaglie di vetro in cellette di metallo e solo più tardi si tentò di utilizzare il fuoco per fondere questi vetri su metalli quali il bronzo.

Possiamo dire che il primo trionfo di quest’arte risale all’epoca bizantina e la tecnica raggiunge fra il VII ed il XII sec. una perfezione stilistica che ancor oggi non smette di stupire.

La tecnica si sviluppa successivamente in Georgia (Russia), in Germania, Francia e infine in Italia.

Nato per l’oreficeria, lo smalto fu usati nel Medio Evo per l’arte sacra, ma col Rinascimento si diffuse moltissimo anche per oggetti di diversa natura.

Possiamo dire che la tecnica di applicazione dello smalto è rimasta la stessa anche ai nostri giorni. Non ci sono macchine che sostituiscono la mano dell’uomo per quest’arte.

Lo smalto è un materiale simile al vetro con particolari caratteristiche di stabilità, brillantezza ed elasticità, che gli consentono di essere applicato su taluni metalli.

La composizione chimica è simile a quella di altri vetri, ossia: sabbia di silice, borace, feldspato, soda ed ossidi metallici che determinano il colore.

Lo smalto si presenta come una polvere colorata di grana simile a quella dello zucchero o poco più fine. Naturalmente perché la polvere di smalto possa coprire il metallo ed aderirvi, deve essere cotto in forno ad una temperatura tale che le consenta di fondere, circa 800° C..

Un oggetto smaltato viene maneggiato dall’operatore artigiano da un minimo di 5 volte fino ad anche 10 volte prima di essere finito.

Lo smalto in polvere viene applicato con un pennellino in successione più volte per ogni colore.

Viene eliminata la parte in eccesso con speciali lime al carborundum; ripetutamente cotto in forno e infine lucidato.

Le qualità sopradescritte ed il tempo assai lungo necessario per una produzione ad opera d’arte rendono gli oggetti smaltati molto preziosi.

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