Apertura Cassette di Sicurezza

1. Quando bisogna aprire una cassetta di sicurezza?
Bisogna aprire una cassetta di sicurezza in caso di decesso di uno degli intestatari.
Se gli eredi o il contestatario apre comunque la cassetta dopo il decesso senza rispettare la corretta procedura, vengono erogate le sanzioni così come specificate dal Testo unico sulle Successioni ( art. 53 comma 3 D.Lgs. 346 del 31.10.1990)

2. Chi redige il verbale di apertura di una cassetta di sicurezza?
Il Verbale deve essere redatto da un notaio oppure da un funzionario dell’Agenzia delle Entrate. Ovviamente, non essendo esperti di preziosi, entrambi si avvalgono della professionalità di un perito esterno che può essere nominato direttamente dal notaio oppure scelto dalla famiglia/eredi.

3. Come si svolge l’apertura di una cassetta di sicurezza?
La nostra Equipe si occupa di reperire tutta la documentazione necessaria per fissare l’appuntamento o con il notaio oppure con l’Agenzia delle Entrate di competenza.
Ci coordineremo con l’istituto bancario presso cui è domiciliata la cassetta e la banca manderà una comunicazione all’Agenzia delle Entrate per la richiesta di apertura.
A questo punto, una volta fissato l’appuntamento, ci si dovrà recare all’ora stabilita presso la banca. Gli eredi dovranno portare con sé le chiavi della cassetta. Nel caso in cui le avessero smarrite oppure non le trovassero, si dovrà procedere con una apertura forzosa della cassetta, richiedendo l’intervento di un fabbro specializzato.
Il notaio oppure il funzionario dell’Agenzia delle Entrate redigeranno il verbale sotto la dettatura del perito che analizzerà tutti i beni presenti, li catalogherà e valuterà ai prezzi di mercato.
Al termine della redazione, la cassetta verrà richiusa; il verbale fotocopiato e firmato da tutti i soggetti dovrà essere utilizzato per la dichiarazione di successione.

4. Quanto costa l’apertura di una cassetta di sicurezza?
Il nostro tariffario prevede una tariffa variabile per la apertura e nell’ipotesi di un singolo accesso. Per info contattaci qui —-> Contatti

5. Quando si rende obbligatorio un Inventario?
La redazione dell’inventario è previsto altresì nell’ipotesi di accettazione dell’eredità con beneficio di inventario: qui l’inventario serve a tutelare non solo l’erede che abbia accettato con tale particolare modalità e che, proprio per questo, risponde dei debiti ereditari solo nei limiti del valore dell’attivo ereditario, ma anche i creditori, i quali sono così posti nella condizioni di sapere se i beni sui quali intendono agire per il recupero del loro credito siano di proprietà personale dell’erede oppure fanno parte dell’eredità.
Il legislatore ha disciplinato espressamente solo l’ipotesi dell’inventario in materia di apertura delle successioni, ma ha disposto che detta normativa si applichi a tutte le ipotesi in cui l’inventario sia previsto dalla legge.
Esso va fatto col ministero di un pubblico ufficiale, normalmente un cancelliere o un notaio, nominato dal giudice tutelare (nella tutela e nell’amministrazione di sostegno) o dal tribunale alla presenza del soggetto che quei beni dovrà amministrare e, nella tutela, alla presenza di due testimoni. Nelle procedure di tutela e di amministrazione di sostegno il giudice tutelare può consentire che l’inventario sia fatto senza ministero del cancelliere o del notaio qualora il patrimonio sia di modico valore.

6. Quanto costa un Inventario?
Dipende dal numero di oggetti da periziare, dal loro valore e dalla difficoltà di reperire informazioni su di essi.

7. Posso affidarmi a chiunque come perito?
E’ sempre preferibile affidarsi a soggetti iscritti presso gli elenchi tenuti dalle Camere di Commercio o dal Tribunale.


 

 

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